Il metodo

Le basi del mio approccio terapeutico

Non il sintomo ma la persona

L'insieme è più della somma delle singole parti

Una melodia è composta da note musicali ma è più della somma delle note stesse. Se prendessi le stesse note e le riproducessi a caso avrei la stessa melodia? Se ascoltassi solo le sole note stonate di una canzone riuscirei a capire quali sono le note giuste da riprodurre? 

Questo esempio ci porta a capire che non è studiando il sintomo o la parte disfunzionale di una persona che raggiungeremo una “cura”. Si tratta di comprendere la persona nella sua interezza e nella sua personale posizione nel mondo per ristabilire l’armonia perduta e riportare il cliente in uno stato soddisfacente di adattamento con il mondo. 

I “sintomi” non sono altro che il meglio che siamo riusciti a fare per superare le avversità, scopriamo come cambiare strategia.

Essere più di quanto sospettavamo

L'alterità

Siamo stati abituati a pensare di essere individui unitari, indivisibili e coerenti ma non è così. L’idea che dentro di noi ci sia una specie di nucleo che rispecchia chi siamo davvero e cosa vogliamo veramente è puro mito. 

Dentro di noi c’è una molteplicità sterminata di piccoli io esattamente come nel divertente film di animazione “Inside out”. Piccoli e grandi esseri che litigano e si strattonano per essere espressi. C’è la nostra identità come madre, come donna, come amante, come bullo e come narciso. Imparare a conoscersi e a capire quali ruoli intraprendiamo ogni giorno ci permette di espandere il nostro spazio creativo aprendo strade che prima erano precluse dalla prigione del nostro carattere. Non si tratta di far vincere una parte di noi, si tratta di capire che siamo molto più di quanto siamo abituati ad esprimere.

Il carattere non è chi siamo ma solo cosa abbiamo fatto fino ad oggi per sopravvivere al mondo che ci circonda. Scoprire nuove parti di sé significa ampliare i nostri orizzonti e scegliere come vogliamo che vada la nostra vita.

Essere presenti nella propria vita

Qui e ora

Capita spesso, nella vita di quasi ogni individuo, di sentirsi bloccati in una sorta di preparazione alla vita. Si lavora tutto l’anno per arrivare finalmente alle ferie estive, si studia per un’infinità di tempo per prepararsi alla “vera vita” che arriverà quando saremo pronti, aspettiamo di conoscere la persona giusta, aspettiamo che i figli crescano, aspettiamo che finisca la terapia. La vita si riempie di preparativi per un evento che non arriva mai, squalificando il presente in favore di un futuro che siamo già abituati a squalificare se entra nel nostro presente.

Capita ancor più spesso di restare intrappolati nella storia. Come se guardassimo un film che ricomincia continuamente da capo al minuto ’20, condannandoci ad una continua visione ripetuta, condannandoci a vivere nel passato.

L’approccio gestaltico allena a vivere pienamente il presente risolvendo i tormenti del passato e senza il bisogno dell’attesa di un “futuro migliore”. La vita è oggi e il futuro si costruisce ogni giorno.

© Stefano Roti Psicologo. 2021
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